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RUSSIA arrow Libri in italiano arrow Storia arrow Il silenzio di Stalin. I primi dieci tragici giorni dell'Operazione Barbarossa



Il silenzio di Stalin. I primi dieci tragici giorni dell'Operazione Barbarossa

Prezzo: €24,00


La reazione di Stalin all’improvvisa invasione tedesca nel giugno del 1941 è uno dei capitoli più discussi e controversi della storia contemporanea. Secondo alcuni, il dittatore fu colto di sorpresa, precipitò in una crisi depressiva e fu per dieci giorni del tutto incapace di dirigere la resistenza del paese contro il micidiale attacco congiunto della Wehrmacht e della Luftwaffe. Secondo altri, Stalin sapeva che la guerra sarebbe scoppiata e si preparava a farla lui stesso nel 1942, non appena le forze sovietiche fossero state pronte a prendere l’iniziativa. Ma i suoi piani furono sconvolti dalla mossa d’anticipo di Hitler e l’unica difesa possibile, in quelle circostanze, fu quella di contenere, con qualche misura di ripiego, l’avanzata del nemico. Oggi, grazie alle esaurienti ricerche di Pleshakov negli archivi sovietici, il quadro è finalmente più chiaro. Stalin preparava la guerra per il 1942 e fu effettivamente sconcertato da un evento che non aveva previsto; per 48 ore si assentò dal Cremino e stentò poi, per qualche tempo, a regolare il passo delle sue decisioni sui tempi di un’operazione travolgente che permise ai tedeschi, nei primi dieci giorni, di penetrare per 550 chilometri nel territorio dell’Urss e di conquistare un territorio abitato da 20 milioni di russi, ucraini, bielorussi.
Da quel momento il paese, sia pure con grande lentezza cominciò a dare segni di ripresa. Pleshakov elenca le ragioni che permisero all’Urss di uscire vincente dalla partita. Il disprezzo di Hitler per i popoli slavi e il trattamento inflitto ai prigionieri sovietici. La vastità del territorio e il «generale inverno» dettero all’Urss il tempo per preparare le forze del contrattacco. Stalin dimostrò, nella condotta delle operazioni, una inattesa flessibilità: ridusse il potere dei commissari nelle formazioni militari, lasciò ai generali una maggiore libertà di iniziativa, attenuò i toni della ideologia per dare libero sfogo ai sentimenti patriottici del popolo. Ma non rinunciò a utilizzare gli stessi metodi del Terrore di cui si era servito per controllare il Paese negli anni precedenti. Patriottismo russo e Terrore: furono questi gli ingredienti con cui Stalin, dopo lo smarrimento dei primi dieci giorni, riuscì a sconfiggere la Germania di Hitler.
Traduzione di F.Roncacci. Titolo originale: Stalin's Folly
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