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	<title>MUSEO STATALE DI AUSCHWITZ-BIRKENAU &#8211; Globolibri.it</title>
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	<title>MUSEO STATALE DI AUSCHWITZ-BIRKENAU &#8211; Globolibri.it</title>
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		<title>Mi trovo nel cuore dell&#8217;inferno. Manoscritti di un prigioniero del Sonderkommando trovati ad Auschwitz</title>
		<link>https://www.globolibri.it/negozio/libri-italiani/mi-trovo-nel-cuore-dellinferno-9788377042489/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Arnaldo Ageno]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Dec 2024 14:11:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una tragica testimonianza della Shoah. Zalmen Gradowski, giovane di grande talento letterario, nel dicembre del 1942 viene deportato dai tedeschi]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una tragica testimonianza della Shoah.<br />
Zalmen Gradowski, giovane di grande talento letterario, nel dicembre del 1942 viene deportato dai tedeschi dal ghetto di Grodno ad Auschwitz insieme a tutta la famiglia.</p>
<p>Tutti i suoi cari, genitori e moglie compresi, muoiono nelle camere a gas subito dopo essere arrivati al campo; lui, invece, finisce nel cuore vero e proprio dell’inferno, il Sonderkommando, gruppo speciale di prigionieri costretti a bruciare i cadaveri delle vittime uccise ad Auschwitz.</p>
<p>Desiderando preservare il ricordo dei suoi cari e informare il mondo dello sterminio perpetrato, ad Auschwitz Gradowski comincia a scrivere e i suoi appunti si rivelano una trascrizione letteraria particolarmente sconvolgente della tragedia che incontrò il popolo ebraico durante la II Guerra Mondiale. La lingua di questi manoscritti è piena di emozione, in molti punti addirittura poetica.</p>
<p>Nell’inferno di Auschwitz, paradossalmente, nasce uno scrittore: Zalmen Gradowski. Anche Gradowski, purtroppo, muore ad Auschwitz, probabilmente il 7 ottobre del 1944, durante una rivolta del Sonderkommando. Si realizza, però, il suo desiderio: i manoscritti, che lui stesso aveva sepolto vicino ai crematori, sopravvivono, e vengono ritrovati, subito dopo la guerra, nel campo di Birkenau.</p>
<p>Questo libro, che contiene tutti i testi di Zalmen Gradowski trovati nel campo, è innanzitutto un preziosissimo documento lasciatoci da un testimone oculare dello sterminio di massa, ma è anche un tentativo, riuscito, di illustrare qualcosa di inimmaginabile e inspiegabile, una delle pagine più nere della storia del XX secolo: la Shoah.</p>
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		<title>Le favole di Auschwitz</title>
		<link>https://www.globolibri.it/negozio/libri-italiani/le-favole-di-auschwitz-9788377042038/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Arnaldo Ageno]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Feb 2020 15:59:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Negli anni 60 del secolo scorso al Museo di Auschwitz sono giunte le prime fiabe realizzate in gran segreto dai]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli anni 60 del secolo scorso al Museo di Auschwitz sono giunte le prime fiabe realizzate in gran segreto dai prigionieri del campo. Fino ad allora quasi nessuno era a conoscenza di quest’incredibile vicenda.</p>
<p>Dalle testimonianze degli ex prigionieri di Auschwitz risulta che l’idea di realizzare fiabe per i bambini rimasti a casa sia maturata negli uffici del cosiddetto Bauleitung (dal ted.: amministrazione edilizia, responsabile per la realizzazione dei progetti e delle costruzioni nell’area del campo) all’interno del quale lavoravano anche dei prigionieri. Con ogni probabilità nel 1942 (secondo alcune testimonianze potrebbe trattarsi invece del 1943 se non perfino del 1944) qualcuno introdusse nell’ufficio dei libricini colorati per bambini in lingua ceca, trovati nei pressi dei magazzini in cui si ammucchiavano gli averi depredati agli ebrei deportati nel campo. Il fatto che questi libricini appartenessero ai bambini uccisi nelle camere a gas sconvolse moltissimo i prigionieri e il pensiero andò ai propri figli rimasti a casa che – come credevano – non avrebbero mai più rivisto. Alcuni prigionieri decisero di scrivere delle fiabe, corredandole di illustrazioni e successivamente trovarono il modo di trasmetterle alle proprie famiglie. Alla realizzazione delle fiabe parteciparono almeno 27 prigionieri. I compiti erano così suddivisi: alcuni scrivevano oppure traducevano i testi, altri le vergavano con una bella calligrafia ed eseguivano le illustrazioni, copiavano, cucivano insieme le carte e realizzavano le copertine, mentre altri ancora facevano da palo, vigilando affinché non si approssimassero le SS o qualche testimone scomodo di una simile procedura vietata, per la quale sarebbero potuti andare incontro a una punizione severissima se non alla morte.</p>
<p>Vennero realizzate almeno una cinquantina di copie delle fiabe. I libricini pronti venivano condotti all’esterno in gran segreto dai prigionieri e, approfittando della distrazione delle SS, trasmessi ai fidati lavoratori civili coi quali a volte entravano in contatto durante l’orario di lavoro. Questi ultimi, a loro volta, rischiando sovente la vita, facevano sì che giungessero agli indirizzi segnalati.</p>
<p>Alcune fiabe giunsero nelle mani di quei bambini i cui genitori aiutavano di nascosto i prigionieri di Auschwitz, rifornendoli di cibo e medicinali nei luoghi dove lavoravano, siti all’esterno del campo.</p>
<p>La seguente pubblicazione è un reprint delle copie delle sei fiabe che provengono dalle collezioni del Museo Statale di Auschwitz-Birkenau e dalle collezioni private di Andrzej Bęć e Czesław Czekajski.</p>
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		<title>Infanzia dietro il filo spinato</title>
		<link>https://www.globolibri.it/negozio/libri-italiani/nfanzia-dietro-il-filo-spinato-9788377041727/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Arnaldo Ageno]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Feb 2020 15:50:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Infanzia dietro il filo spinato è uno dei documenti più emozionanti delle tragiche sorti dei prigionieri di Auschwitz ed una raffigurazione]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Infanzia dietro il filo spinato</em> è uno dei documenti più emozionanti delle tragiche sorti dei prigionieri di Auschwitz ed una raffigurazione sconvolgente del campo visto con gli occhi di un bambino. In maniera lapidaria l’autore descrive la fame, la paura, la solitudine e la disperazione dei bambini strappati al mondo sicuro dell’infanzia e consegnati nelle fauci della violenza e della morte, e la narrazione pressoché distaccata rafforza ancor di più la drammaticità delle scene.</p>
<p>L’esperienza nel campo si è innestata in maniera molto profonda nella memoria di Bogdan Bartnikowski. Disse in merito ai suoi ricordi di tale periodo in una intervista: “Volevo rigettarli, liberarmene. Per sempre! Cominciai perciò ad annotare i ricordi miei e quelli dei miei colleghi. Con la speranza che, quando li avessi messi per iscritto, essi si sarebbero allontanati da me. Purtroppo questo non è successo…”</p>
<p><em>Infanzia dietro il filo spinato</em> uscì per la prima volta nel 1969.</p>
<p>La raccolta attuale è stata arricchita da racconti in precedenza non pubblicati: “Ebreo”, “Una nuova vita”, “Evacuazione”, “Congelare”, “Bombe”, “Pietre”, “Ancora poco”, “Le ultime ore”, “La marcia della morte”, “Salve di gioia”.</p>
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		<title>Disegni da Auschwitz</title>
		<link>https://www.globolibri.it/negozio/libri-italiani/disegni-da-auschwitz-9788377041345/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Arnaldo Ageno]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Feb 2020 15:42:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Disegni da Auschwitz, conservati nella collezione del Museo Statale di Auschwitz-Birkenau ad Oświęcim (Polonia), si possono definire un’opera eccezionale. Vennero]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Disegni da Auschwitz, conservati nella collezione del Museo Statale di Auschwitz-Birkenau ad Oświęcim (Polonia), si possono definire un’opera eccezionale. Vennero realizzati all’interno del campo, dove era severamente vietata qualsiasi produzione artistica che rappresentasse i crimini che vi venivano perpetrati. Qualche disegno raffigura lo sterminio degli ebrei deportati ad Auschwitz e l’eliminazione dei prigionieri malati e allo stremo delle forze. La maggior parte dei disegni fa riferimento comunque all’esistenza del campo di concentramento e alla vita quotidiana dei prigionieri: l’appello, il lavoro, i pasti, e perfino il gioco a carte. Tutto questo forma un particolare diario di un prigioniero di Auschwitz.</p>
<p>I disegni vennero trovati nel 1947 all’interno dell`ex campo di concentramento e di sterminio Auschwitz II-Birkenau. I 22 fogli si trovavano in una bottiglia nascosta nelle fondamenta di una baracca del tratto BIIf del campo, non lontano dal luogo in cui erano collocate le camere a gas e i crematori IV e V.</p>
<p>Fino ad oggi non si è riusciti a stabilire chi fosse l’autore dei disegni, chi si nascondesse dietro le iniziali MM. Sulla base dei disegni è possibile comunque, con grande probabilità, affermare che rimase relativamente a lungo nel campo di Birkenau e che fece parte di alcuni Kommando di lavoro.</p>
<p>Sembra che l’autore dei disegni nutrisse la speranza che qualcuno avrebbe trovato il suo lavoro e che i suoi disegni sarebbero diventati una testimonianza dello sterminio ad Auschwitz.<br />
A cura di Agnieszka Sieradzka</p>
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		<title>Cika, una cagnolina nel ghetto</title>
		<link>https://www.globolibri.it/negozio/libri-italiani/cika-una-cagnolina-nel-ghetto-czika-piesek-w-getcie-9788377042700/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Arnaldo Ageno]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Feb 2020 15:36:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il protagonista della storia è Michałek, un ragazzo di cinque anni e il suo cagnolino Czika. I tedeschi chiudono la]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il protagonista della storia è Michałek, un ragazzo di cinque anni e il suo cagnolino Czika. I tedeschi chiudono la famiglia di Michałek nel ghetto e li costringono a sbarazzarsi del cagnolino e poi, un giorno vengono a prendere sia il ragazzo che i suoi genitori. Grazie ad un nascondiglio la famiglia riesce però a sopravvivere alla guerra. Dopo la liberazione, il ragazzo riesce a recuperare il suo amato animale domestico, il quale era dato ad Hana, un’amica polacca di famiglia che viveva in campagna. Questa storia raccontata con un linguaggio accessibile deve facilitare l’insegnamento sulla tragedia degli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale. Questa è una proposta per genitori e insegnanti che vogliono portare questo argomento difficile ai loro bambini e studenti.</p>
<p>Un grande valore del libro sono le illustrazioni ispirate alle fotografie d’archivio del ghetto di Radom, in cui fu imprigionata Bataszewa Dagan.</p>
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