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	<title>PEOPLE &#8211; Globolibri.it</title>
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	<description>Libreria Genova libri inglesi spagnoli francesi tedeschi cinesi giapponesi piccolo principe books</description>
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		<title>Genova oltre Genova. L&#8217;alternativa ai G8 era possibile, ora è urgente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Arnaldo Ageno]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:52:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono trascorsi venticinque anni dal G8 di Genova. Un G8 di repressione e sangue. Quei giorni sono passati alla storia]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono trascorsi venticinque anni dal G8 di Genova. Un G8 di repressione e sangue. Quei giorni sono passati alla storia ma oggi venti milioni di italiani non ne hanno avuto un’esperienza diretta o indiretta. Eppure, i valori portati in piazza dal popolo noglobal, gli stessi che un tempo indicavano un altro mondo come possibile, oggi sono diventati necessari. Di più, urgenti. Quel vertice non concluse nulla e lasciò che le condizioni planetarie peggiorassero, dalle ingiustizie sociali allo strapotere della finanza. La gestione criminale della piazza ha inferto una ferita non rimarginabile, che ancora getta ombre sulle forze dell’ordine. Un nuovo orizzonte, allora, lo indica proprio Genova. Per difenderci dalla reazione sovranista, che vuole abbattere anche la solidarietà tra gli umani. Dal G8 a domani comincia un’altra storia.</p>
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		<title>Piccola guida alla pastasciutta antifascista dei fratelli Cervi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Arnaldo Ageno]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 10:41:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Anche quest&#8217;anno, intorno al 25 luglio &#8211; la data che nel 1943 segnò la caduta del regime fascista di Mussolini]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Anche quest&#8217;anno, intorno al 25 luglio &#8211; la data che nel 1943 segnò la caduta del regime fascista di Mussolini &#8211; si celebrerà la pastasciutta antifascista. È una tradizione riscoperta soltanto da trent&#8217;anni a questa parte, che si rifà alla grande festa organizzata dalla famiglia Cervi a Campegine, nella piazza del paese, dove fu offerto un piatto di pasta a tutta la cittadinanza. Una vicenda che diede il via alla Resistenza nel reggiano e che culminò con la fucilazione dei sette fratelli Cervi, pochi mesi dopo quella celebrazione, prima del 25 aprile. People ha deciso di raccontarla, riprendendo le testimonianze di allora e con alcuni contributi storici che possano precisarne lo svolgimento e il significato &#8211; simbolico e non. Per rendere omaggio alla storia dei Cervi e per ribadire l&#8217;importanza di continuare a praticare l&#8217;antifascismo, oggi più che mai, mentre ciò che sembrava non dover tornare mai più fa capolino nella politica globale.</p>
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		<title>Genova, vent&#8217;anni dopo. Il G8 del 2001, storia di un fallimento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Arnaldo Ageno]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 May 2026 09:54:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A vent&#8217;anni dal G8 di Genova, dai gravi fatti che hanno offuscato il summit e che lo hanno reso &#8211;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A vent&#8217;anni dal G8 di Genova, dai gravi fatti che hanno offuscato il summit e che lo hanno reso &#8211; questi sì &#8211; una svolta definitiva nella Storia d&#8217;Italia, Giovanni Mari, giornalista genovese e testimone, ripercorre i vari fallimenti che hanno connotato quell&#8217;esperienza, rendendola unica e irreversibile: il fallimento degli otto Grandi, del governo italiano, dell&#8217;intelligence, delle forze dell&#8217;ordine, della politica italiana tutta, e poi ancora della magistratura, dei mass media e, infine, anche del movimento noglobal. Una sconfitta che pesa su tutti. Questo libro è un sincero e amaro giudizio di valore che, a distanza, parla del bisogno di una dolorosa rielaborazione che conduca passo passo a una verità difficile. Il contributo di Mari getta una luce diversa sulla lettura di quel terribile snodo che ha verosimilmente segnato la rappresentanza politica e le dinamiche di piazza di questo Paese nel nuovo Millennio.</p>
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		<title>Mondiali senza gloria. La vittoria del 1934, comprata da Mussolini, e quella fascistissima del 1938</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Arnaldo Ageno]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 May 2026 09:50:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il fascismo, dopo aver soppresso nel sangue ogni forma di dissenso, trasformò il calcio in un vigoroso strumento della sua]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il fascismo, dopo aver soppresso nel sangue ogni forma di dissenso, trasformò il calcio in un vigoroso strumento della sua ossessiva propaganda. Durante il regime la nazionale italiana era sì fortissima, ma nel 1934 vinse i Mondiali anche grazie all&#8217;incredibile favore degli arbitri, pressati direttamente dagli emissari del duce. Le contestazioni politiche caratterizzarono anche il secondo campionato mondiale, quello del 1938, tenutosi in Francia. Gli italiani giocarono con indosso la casacca nera, in segno di sfida verso il mondo intero, e col rumore della guerra che rombava sempre più da vicino. In mezzo: l&#8217;Olimpiade nazista di Berlino e i crimini di guerra degli italiani in Africa. All&#8217;orizzonte: le leggi razziali e l&#8217;assalto all&#8217;Europa, a braccetto con Hitler. Un libro che racconta della propaganda di ieri per illuminarci sulla propaganda di oggi.</p>
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		<title>Assalto alla fabbrica. Genova 1944, i fascisti trasformano gli operai in schiavi di Hitler</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Arnaldo Ageno]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 May 2026 09:32:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il 16 giugno del 1944 i fascisti della Repubblica Sociale italiana spalancarono le porte delle fabbriche genovesi ai nazisti cacciatori]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 16 giugno del 1944 i fascisti della Repubblica Sociale italiana spalancarono le porte delle fabbriche genovesi ai nazisti cacciatori di schiavi: vennero requisiti e deportati 1.500 operai. Il rastrellamento fu particolarmente violento, il viaggio su treni piombati. La loro casa fu il lager di Mauthausen, per lavorare nell&#8217;industria militare del Reich, soffrendo la fame e il gelo. I nazifascisti non scelsero quelle fabbriche per caso: volevano procurarsi manodopera di alto livello, ma soprattutto stroncare la caparbietà operaia, che nei mesi precedenti aveva inferto duri colpi alla produzione e alla propaganda repubblichina con una raffica di agitazioni, scioperi e boicottaggi. Giovanni Mari ripercorre questi fatti a ottant&#8217;anni di distanza, raccontando attraverso questo episodio la deportazione per ragioni politiche di oltre 23mila italiane e italiani e di oltre 100mila lavoratori e dimostrando la complicità dei fascisti nella costruzione della macchina dell&#8217;oppressione nazista.</p>
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