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	<title>&#8211; Antifascismo e Resistenza &#8211; Globolibri.it</title>
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	<description>Libreria Genova libri inglesi spagnoli francesi tedeschi cinesi giapponesi piccolo principe books</description>
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	<title>&#8211; Antifascismo e Resistenza &#8211; Globolibri.it</title>
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		<title>25 aprile Genova è libera 1943-45</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Arnaldo Ageno]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 May 2026 10:08:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Volume polisensoriale con contenuti multimediali. Genova, settembre 1943 &#8211; aprile 1945. I venti mesi della guerra civile che segnarono profondamente]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Volume polisensoriale con contenuti multimediali. Genova, settembre 1943 &#8211; aprile 1945. I venti mesi della guerra civile che segnarono profondamente la città vengono ricostruiti attraverso numerose testimonianze e fonti: documenti originali, articoli dell&#8217;epoca, memorie e studi storici. L&#8217;autore analizza questo periodo senza condizionamenti di parte, ricomponendo il quadro di uno dei momenti più difficili della storia genovese. Rivivono così gli anni più bui: l&#8217;occupazione straniera, i bombardamenti, la violenza e la fatica quotidiana. Due inverni di fame e di freddo, soprattutto quello del 1944-45, trascorsi nell&#8217;incertezza e nell&#8217;attesa di una liberazione che potesse restituire alla città una vita civile normale. Lasciando parlare soprattutto i fatti e riducendo al minimo i commenti, il libro offre una narrazione rigorosa e documentata, arricchita da immagini e approfondimenti, nella speranza che la storia, specialmente nei confusi e drammatici momenti che il mondo sta vivendo, possa davvero tornare ad essere maestra di vita e a indicarci la via di una rinnovata convivenza civile. Il ricco apparato iconografico e i numerosi video rendono questo libro un archivio storico unico.<br />
VOLUME POLISENSORIALE CON CONTENUTI MULTIMEDIALI.</p>
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		<title>Assalto alla fabbrica. Genova 1944, i fascisti trasformano gli operai in schiavi di Hitler</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Arnaldo Ageno]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 May 2026 09:32:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il 16 giugno del 1944 i fascisti della Repubblica Sociale italiana spalancarono le porte delle fabbriche genovesi ai nazisti cacciatori]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 16 giugno del 1944 i fascisti della Repubblica Sociale italiana spalancarono le porte delle fabbriche genovesi ai nazisti cacciatori di schiavi: vennero requisiti e deportati 1.500 operai. Il rastrellamento fu particolarmente violento, il viaggio su treni piombati. La loro casa fu il lager di Mauthausen, per lavorare nell&#8217;industria militare del Reich, soffrendo la fame e il gelo. I nazifascisti non scelsero quelle fabbriche per caso: volevano procurarsi manodopera di alto livello, ma soprattutto stroncare la caparbietà operaia, che nei mesi precedenti aveva inferto duri colpi alla produzione e alla propaganda repubblichina con una raffica di agitazioni, scioperi e boicottaggi. Giovanni Mari ripercorre questi fatti a ottant&#8217;anni di distanza, raccontando attraverso questo episodio la deportazione per ragioni politiche di oltre 23mila italiane e italiani e di oltre 100mila lavoratori e dimostrando la complicità dei fascisti nella costruzione della macchina dell&#8217;oppressione nazista.</p>
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		<title>Il vestito di mia madre. Storia di Teresa Mattei, antifascista</title>
		<link>https://www.globolibri.it/negozio/libri-italiani/antifascismo-resistenza/il-vestito-di-mia-madre-storia-di-teresa-mattei-antifascista-9791223802007/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Arnaldo Ageno]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2026 17:13:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Firenze, 1938. Teresa ha diciassette anni quando, tra i banchi di scuola, si alza in piedi per contraddire un professore]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Firenze, 1938. Teresa ha diciassette anni quando, tra i banchi di scuola, si alza in piedi per contraddire un professore che difende le leggi razziali. In un&#8217;Italia che pretende silenzio, la sua voce è troppo libera per restare muta. Il prezzo è l&#8217;espulsione da tutti gli istituti del Regno. Ma Teresa non ha mai saputo piegarsi. Cresciuta accanto a un padre apertamente antifascista, in una famiglia già impegnata nella militanza, sceglie presto la lotta clandestina. Nella Resistenza diventa &#8220;Chicchi&#8221;: staffetta ribelle tra viaggi in treno, documenti nascosti nell&#8217;orlo della gonna e notti passate a stampare volantini proibiti. È così che scopre che la libertà non si eredita: si conquista. Dopo la Liberazione sarà la più giovane eletta all&#8217;Assemblea Costituente, e porterà nella nuova Italia la voce delle donne e di una generazione che ha scelto di non restare in silenzio. Una storia di coraggio, dissenso e fedeltà alle proprie idee senza compromessi. Con una scrittura calda e coinvolgente, Sara Rattaro ripercorre la vita di Teresa Mattei dall&#8217;infanzia al fuoco dei primi anni dell&#8217;età adulta, restituendo con sensibilità e attenzione il ritratto di una donna straordinaria e trasformando la sua esistenza in un grande romanzo</p>
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		<title>Teresa Mattei</title>
		<link>https://www.globolibri.it/negozio/libri-italiani/antifascismo-resistenza/teresa-mattei-9788863157819/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Arnaldo Ageno]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2026 17:04:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quella di Teresa Mattei è una vita non comune: la sua formazione da romanzo epico, la militanza coraggiosa nelle fila]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quella di Teresa Mattei è una vita non comune: la sua formazione da romanzo epico, la militanza coraggiosa nelle fila della Resistenza, l&#8217;elezione nell&#8217;Assemblea Costituente, la partecipazione a tutte le battaglie d&#8217;avanguardia fino al giorno della sua morte, il 12 marzo del 2013. Se però confrontiamo la sua storia con quella di altri personaggi che compaiono nei suoi ricordi &#8211; Adriano Olivetti, Pietro Calamandrei, Cesare Zavattini &#8211; ci rendiamo conto che quella sua eccezionalità era in realtà inserita in un mondo fatto di grandi ideali, di militanza sincera, di sperimentazione e cultura. E, pur in un arco cronologico ristretto, si percepisce una distanza enorme tra quelle storie e le nostre; ragione per cui vale la pena di ricordare e raccontare.</p>
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		<title>Chicchi «la resistente». Teresa Mattei. Dalla resistenza alle battaglie per i diritti delle donne e dei bambini</title>
		<link>https://www.globolibri.it/negozio/libri-italiani/antifascismo-resistenza/chicchi-la-resistente-teresa-mattei-dalla-resistenza-alle-battaglie-per-i-diritti-delle-donne-e-dei-bambini-9788832986280/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Arnaldo Ageno]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2026 16:56:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Volume polisensoriale con contenuti multimediali con il patrocinio di ANPI provinciale di Genova. Questo libro parla di una donna Resistente:]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Volume polisensoriale con contenuti multimediali con il patrocinio di ANPI provinciale di Genova. Questo libro parla di una donna Resistente: Teresa Mattei. Pagine scritte quasi sotto dettatura, che restituiscono l&#8217;immagine di una vita d&#8217;impegno civile, per le donne e i bambini, un connubio indissolubile per capire la sua figura di moderna pedagogista. Non una &#8220;donna storica&#8221; ma attuale. Non solo le mimose, scelte da lei per la festa della donna, ma la fondazione dell&#8217;UDI; &#8220;il cinema fatto dai bambini&#8221;; la treccia intorno al mondo; Radio Bambina; la testimonianza al processo militare a Priebke; la campagna referendaria del 2006 contro la riforma costituzionale &#8220;anticostituzionale&#8221;. Le sue battaglie per una sinistra coraggiosa e non legata a pregiudizi, gli scontri all&#8217;interno del Partito Comunista si affiancano al suo convinto antifascismo e all&#8217;opposizione alle leggi razziali e proseguono con la Resistenza e la battaglia di Firenze; l&#8217;Assemblea Costituente; fino all&#8217;Italia contemporanea, al G8 di Genova e al referendum costituzionale del 2006. Una vita costellata di incontri importanti: da Togliatti ad De Gasperi, a Pertini, a Calamandrei, a Munari..</p>
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		<title>Fischia il vento. Felice Cascione e il canto dei ribelli</title>
		<link>https://www.globolibri.it/negozio/libri-italiani/antifascismo-resistenza/fischia-il-vento-felice-cascione-e-il-canto-dei-ribelli-9788869440519/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Arnaldo Ageno]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 14:42:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[U Megu, &#8220;il medico&#8221;, era il nome di battaglia di Felice Cascione, nato a Porto Maurizio (oggi Imperia) nel 1918]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>U Megu, &#8220;il medico&#8221;, era il nome di battaglia di Felice Cascione, nato a Porto Maurizio (oggi Imperia) nel 1918 e morto in uno scontro con i fascisti sulle montagne del cuneese nel 1944. Donatella Alfonso ripercorre la sua vita &#8211; gli studi di Medicina e l&#8217;adesione al Partito comunista, la poesia e la scelta di unirsi alla Resistenza &#8211; insieme alla storia della canzone che scrisse pochi giorni prima di essere ucciso. Fischia il vento, un simbolo della lotta partigiana, viene composta da Cascione sulla melodia del canto popolare sovietico Katjusa e, dopo la sua morte, inizia a diffondersi spontaneamente fino a diventare l&#8217;inno più cantato della Resistenza. E ancora: il successo della canzone dopo la guerra, le polemiche sull&#8217;origine del testo prima che ne fosse accertata la paternità, la visita di Camilo Guevara March &#8211; il figlio del Che &#8211; alla tomba dell&#8217;eroe partigiano. Una canzone longeva, Fischia il vento, che ha ispirato molti musicisti e ha varcato il terzo millennio per accompagnare, con le sue parole, le battaglie per la libertà e la giustizia.<br />
Prefazione di Antonio Ricci.</p>
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		<title>Michele Campanella da Comandante della Brigata partigiana Severino a Generale della Polizia di Stato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Arnaldo Ageno]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 13:21:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Volume polisensoriale, teatro di narrazione con contenuti multimediali. Prefazione di Massimo Bisca &#8211; A.N.P.I. Genova &#8211; Interventi di Donatella Alfonso]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Volume polisensoriale, teatro di narrazione con contenuti multimediali. Prefazione di Massimo Bisca &#8211; A.N.P.I. Genova &#8211; Interventi di Donatella Alfonso e Mirco Bonomi &#8211; Adattamento teatrale e regia di Mirco Bonomi.<br />
Michele Campanella. Una scelta iniziata a Spalato nel 1943, entrando, dopo il 9 settembre e l&#8217;armistizio, nella Resistenza. Per questa sua scelta ha vissuto diverse peripezie, proprio perché dalla Grecia è tornato in Italia per combattere i nazifascisti, facendo parte del primo nucleo della formazione partigiana a Cichero. Una storia, la sua, che abbiamo visto condensata in un&#8217;immagine proprio il giorno in cui gli abbiamo dato l&#8217;ultimo saluto alla presenza delle autorità provinciali e cittadine, delle sezioni dell&#8217;ANPI di Genova e della provincia, eravamo tutti raccolti intorno alla sua bara, coperta dal tricolore e dalla bandiera della brigata &#8220;Severino, che lui ha comandato nella guerra di Liberazione sino ad entrare in città, proprio da quella valle, il 24 aprile 1945. Il suo feretro aveva un picchetto d&#8217;onore davvero emblematico, perché, oltre ai suoi partigiani, al loro fianco erano presenti, in alta uniforme, i poliziotti della Questura di Genova. In entrambi i casi Gino Campanella ne è stato dirigente e protagonista. Per quanto ha fatto da partigiano ricevette la Medaglia d&#8217;Argento al Valor Militare e fu lo stesso generale americano Clark ad appuntargli sul petto la &#8220;Bronze Star&#8221;. Ma avrà anche riconoscimenti nei successivi incarichi come &#8220;servitore dello Stato&#8221;, contro il banditismo in Sicilia o in Sardegna, unito al suo intervento nelle varie catastrofi, alluvioni o altro. Perché, oltre alla sua lotta al banditismo, Gino si &#8220;inventò&#8221;, nella Polizia di Stato, i primi rudimenti della Protezione Civile, con una formazione apposita composta da poliziotti e in seguito si impegnò per la smilitarizzazione della Polizia e alla nascita del suo sindacato, di cui è stato promotore. «Ho scritto questo monologo per restituire una voce. Non per trasformare una testimonianza in un simbolo, ma per ricordare che alcune vite, semplicemente, meritano di essere ascoltate. Quello di Michele Campanella non è un nome fermo in una pagina di storia ma è parte concreta della nostra Repubblica. E la memoria, se è autentica, non ha bisogno di enfasi. Ho provato a raccontarlo nella sua interezza. Non come un&#8217;icona, ma come un uomo che a un certo punto ha dovuto scegliere» (l&#8217;autore).<br />
«Il teatro di narrazione risale all&#8217;antica arte del racconto orale che di bocca in bocca attraversa il tempo e i luoghi. Oggi il teatro di narrazione prosegue questa tradizione assumendo sotto forma di monologo un modo specifico di fare teatro, che interpreta i personaggi senza ricorrere ad artifici scenici, rinunciando spesso a costumi e scenografie complesse, ma creando suggestioni con la forza della parola e del corpo in scena. L&#8217;attore non si trasforma nel personaggio ma lo racconta, contestualizza eventi e situazioni e porta il pubblico a immaginare» (Mirco Bonomi, attore e regista)</p>
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		<title>Il fazzoletto rosso di Bisagno. 26 storie garibaldine</title>
		<link>https://www.globolibri.it/negozio/libri-italiani/antifascismo-resistenza/il-fazzoletto-rosso-di-bisagno-26-storie-garibaldine-9788869436383/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Arnaldo Ageno]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 11:14:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il 18 maggio 1945 Maria Vitiello, moglie e compagna di GB Canepa, partigiano &#8220;Marzo&#8221;, si trova seriamente ammalata in una]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 18 maggio 1945 Maria Vitiello, moglie e compagna di GB Canepa, partigiano &#8220;Marzo&#8221;, si trova seriamente ammalata in una cameretta della clinica Montallegro. Aldo Gastaldi &#8220;Bisagno&#8221; voleva bene a Maria e a &#8220;Marzo&#8221;. Avevano vissuto insieme 20 mesi di guerra partigiana. Maria era stata partigiana vera dal settembre 1943 all&#8217;aprile 1945: cuoca, infermiera, compagna dei combattenti a Cichero, a Favale, a Fontanigorda. Quel giorno, poco prima del suo ultimo viaggio nel Trentino, &#8220;Bisagno&#8221; volle andare da lei e le regalò il suo fazzoletto rosso su cui aveva scritto personalmente il nome di 26 caduti della Divisione Garibaldi &#8220;Cichero&#8221;. Maria conservò gelosamente quella testimonianza unica della Resistenza in Liguria.<br />
Giordano Bruschi e Beppe Morabito in occasione del centenario di &#8220;Bisagno&#8221;, ricostruiscono quelle 26 biografie garibaldine.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Quando gli alberi parlano</title>
		<link>https://www.globolibri.it/negozio/libri-italiani/narrativa-in-italiano/quando-gli-alberi-parlano-9791256145935/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Arnaldo Ageno]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 10:03:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In un piccolo paese dell&#8217;entroterra ligure di confine, nel periodo più cupo della Seconda Guerra Mondiale, Antonia, tra le ombre]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In un piccolo paese dell&#8217;entroterra ligure di confine, nel periodo più cupo della Seconda Guerra Mondiale, Antonia, tra le ombre della vergogna e il peso di una storia che sembra già scritta, impara presto che il silenzio può essere una condanna. Nella bottega di famiglia, tra ristrettezze, pochi sorrisi e voci che sussurrano, scorre la vita di un borgo sospeso tra la paura e la speranza, tra il rischio della collaborazione e l&#8217;impeto della Resistenza. Giovane donna dallo sguardo enigmatico, Antonia è testimone e protagonista di un intreccio di sentimenti e scelte difficili: la fiducia incerta nei partigiani, il fascino ambiguo di un ufficiale tedesco che sembra voler tradire il proprio ruolo. In un tempo in cui le alleanze si confondono e la guerra stravolge ogni certezza, deve capire di chi fidarsi e quale futuro desiderare per sé. Anche nel momento più tragico. Donatella Alfonso costruisce un romanzo intenso, fatto di silenzi eloquenti e dialoghi sospesi, in cui la storia collettiva si intreccia con quella privata, e ogni scelta diventa un nodo capace di cambiare il destino. Una storia di passione e resistenza, di sogni e di cicatrici, che lascia il segno come una carezza che brucia.</p>
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		<title>CICHERO Storia e memoria di una divisione partigiana</title>
		<link>https://www.globolibri.it/negozio/libri-italiani/antifascismo-resistenza/cichero-storia-e-memoria-di-una-divisione-partigiana-9788867183418/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Arnaldo Ageno]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 12:59:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sulle montagne dell’entroterra ligure, nell’inverno tra il 1943 e il 1944, un pugno di straccioni male armati dichiara guerra alle]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sulle montagne dell’entroterra ligure, nell’inverno tra il 1943 e il 1944, un pugno di straccioni male armati dichiara guerra alle truppe del Reich e ai loro servi fascisti. Nel giro di pochi mesi, quegli “straccioni” diventeranno una formazione di centinaia e poi di migliaia di combattenti: la divisione garibaldina Cichero. Per più di un anno, e fino alla resa dei conti finale, la Cichero terrà testa ai nazifascisti, liberando un’area vastissima a cavallo di tre regioni e sperimentando forme di democrazia dal basso. Il tutto dimostrandosi più forte dei rastrellamenti, delle rappresaglie e delle stesse polemiche interne. Una storia, quella raccontata da Tommaso Baldo, unica nella sua straordinarietà e, al tempo stesso, esemplare nel suo contenere in sé tutte le componenti della Resistenza, le tante “italie” antifasciste. Una storia di operai in armi e alpini che disubbidiscono, ma anche di coriacei preti di montagna e di staffette costrette a combattere in primo luogo contro il sessismo dei propri compagni. Tra i protagonisti, Bisagno, un giovane ufficiale cattolico destinato a diventare «il primo partigiano d’Italia» e il suo commissario politico, il comunista Marzo, reduce dalle Brigate Internazionali di Spagna: figure di un’epopea collettiva, perennemente in bilico tra la fratellanza ribelle e la disciplina di partito. Un momento straordinario e terribile, in cui traiettorie diverse si incrociano per poi tornare ad allontanarsi, ciascuna raccontando alla propria maniera la lotta comune, sino a ritrovarsi in un paese che sembra aver deciso di cancellare – o falsificare – la memoria di quella che fu la lotta partigiana nella guerra civile italiana.</p>
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