Publisher: ATMOSPHERE LIBRI

  • Tranquillità

    Tranquillità

    Budapest, prima metà degli anni novanta: uno scrittore sui trent’anni sta organizzando il funerale di sua madre, ex attrice, un tempo bellissima star. Quindici anni prima le autorità le avevano proibito di salire sul palcoscenico perché la figlia musicista aveva scelto l’occidente, e da allora la donna non era più uscita di casa. Nel frattempo la situazione politica era cambiata, ma la donna non voleva più contatti con il mondo e viveva in un microcosmo chiuso, con il figlio che provvedeva a tutto. Il rapporto fra madre e figlio è caratterizzato di reciproco amore e odio, perché la nascita dei due figli è stata di ostacolo nella carriera di lei che, pur occupandosi dei figli, non ha perso occasione per farglielo pesare. L’unica relazione umana funzionante è quella tra fratello e sorella, interrotta però, dall’espatrio della ragazza, che si conclude tragicamente con il suicidio di lei all’estero ad appena 25 anni. Qualche anno prima della morte della madre, nell’esistenza del giovane scrittore entra però una ragazza: si innamorano di una passione selvaggia, ma entrambi sono ormai definitivamente segnati dal proprio passato e la relazione termina con il ritorno di lei nel villaggio natio. L’amore è l’unico tentativo di liberazione del giovane dal giogo, dal cordone ombelicale della madre e con la morte di lei non ha altre prospettive che la solitudine.

  • Margot

    Margot

    Margot è una donna imprevedibile, dotata di un grande appetito sessuale e una professione molto maschile: lei è una camionista alla guida di un camion frigorifero sulle rotte internazionali. Di notte avviene la sua metamorfosi: si veste con abiti da sera e diventa una prostituta, nascosta sotto un’enorme parrucca per evitare di essere riconosciuta, a caccia di uomini con la determinazione di una ninfomane. L’altro personaggio principale è Waldek Tangerine, un ragazzo di un villaggio che si è fatto un nome con il Grande Fratello ed è un astro nascente del teatro e della televisione. Si incontrano inaspettatamente nella casa parrocchiale di un imprenditore-sacerdote che ha stabilito un impero di intrattenimento per i media, e che Margot incontra attraverso il suo amico da un capo mafioso che ricicla denaro sporco in un hotel. Questi due e una galleria di personaggi marginali – Asia, una ragazza disabile che cambia il suo debole stato per diventare una nuova “santa” protettrice polacca dei camionisti che parla alla radio cb; Greta, la quintessenza del macho che guida un camion tedesco a cui è stato dato il soprannome di una donna, amante di Waldek, che è conosciuta come la Stella che invecchia serenamente, e una piccola folla di persone provenienti dalla televisione e dallo spettacolo che ora incarnano la nuova élite – sono tutte figure di questo libro di Witkowski.

  • Il cielo sotto Berlino

    Il cielo sotto Berlino

    Il cielo sotto Berlino, “un romanzo rock dal sottosuolo berlinese” scritto dal ceco Jaroslav Rudis, è la storia di Petr, un giovane insegnante praghese che molla tutto e se ne va a Berlino, in cerca di qualcosa di nuovo e indefinito. Troverà un compagno di bevute e di musica, Pancho Dirk, con cui fonderà un gruppo musicale. Troverà una ragazza, Katrin, affascinante, metereopatica e fissata con l’Islanda. Ma soprattutto troverà Berlino, una città in bilico fra passato, presente e futuro, proiettata verso la modernità ma ancora ancorata alla ferita del muro. Berlino è la vera protagonista del romanzo insieme alla sua rete sotterranea di metropolitane, la U-Bahn, il “cielo sotto Berlino” dove si incrociano le vite e le storie di molteplici personaggi, fra cui gli “angeli”, ovvero le anime di coloro che hanno deciso di porre fine alla propria vita gettandosi sotto i treni in corsa e che rimangono imprigionati in questo limbo sotterraneo. Come Orfeo, Petr discende con la sua chitarra nel regno delle ombre, offre il suo tributo a Bob Dylan, si batte contro la mafia pacifista di John Lennon e consola il macchinista Günter, sulla cui coscienza gravano cinque suicidi.

  • Italia mon amour

    Italia mon amour

    Il piccolo villaggio moldavo di Larga è in preda a una mania collettiva: raggiungere l’Italia, il paese dove per tutti c’è la possibilità di un lavoro ben pagato e di un futuro felice. gli abitanti del villaggio inseguono il loro sogno di benessere con qualunque mezzo: trattori volanti, crociate di massa, sommergibili a pedali, vendita di organi, camuffamenti collettivi… L’ossessione per un’Italia idealizzata (e purtroppo inesistente), via di fuga dalle disgustose condizioni di vita moldave, contagia tutta la nazione, dal contadino più povero fino alla massima autorità politica del paese, il presidente Voronin, che sogna di aprire una pizzeria in una cittadina del nord Italia. Il romanzo ride e riflette sul sogno e la fuga, sui disagi e i desideri, e tanto più farà riflettere noi italiani, anche se i veri protagonisti sono i moldavi. la trama si frantuma in tante piccole storie di sopravvivenza quotidiana e di tentata emigrazione. riusciranno alla fine i due “eroi”, Serafini e Vasilij, che tentano di emigrare via cielo e via mare modificando la carcassa di un trattore, a portare nel nostro paese le due anime della Moldavia, quella artistica dell’umanista, innamorato della scultura di Michelangelo, e quella pratica del trattorista, che si commuove alla parola Fiat?

  • Morte di un ballerino di tango

    Morte di un ballerino di tango

    Bucarest, anni ’40: questo è lo scenario su cui si staglia la figura di Gogu Vrabete, “picaro” balcanico e proletario delle periferie della capitale romena che sogna di diventare ballerino di tango, sogno, o forse più una fantasia, che tramonta ben presto poiché, per evitare di essere spedito al fronte russo, il protagonista ricorre a un trucco molto in voga: farsi recidere leggermente un tendine del piede perché poi si rimargini. ma durante l’operazione il bisturi va troppo a fondo e l’operazione malriuscita lo renderà zoppo per sempre. Vrabete, ora claudicante ed eclissatasi per sempre l’agognata carriera di ballerino di tango internazionale, risucchiato nel vortice degli eventi storici, come un’araba felice risorge e si reinventa una vita fatta di mille espedienti macabri, furbeschi e malavitosi. solo l’amore per Larissa, sua amante ed ex partner di ballo, fuggita da Odessa, vittima come lui della storia, lo riscatterà sul piano umano, anche se in modo tragico, in un finale mozzafiato

  • La sete

    La sete

    Kostja ha appena vent’anni ed è già un veterano di guerra. la Cecenia gli ha lasciato addosso un marchio doloroso, indelebile, forse anche peggiore della morte: il volto mostruosamente sfigurato da un incendio in un carro armato. dopo il congedo, evita ogni contatto con il mondo e beve vodka. Con Pasa e Genja, ex commilitoni scampati anch’essi al carro bruciato, parte alla ricerca di un quarto membro d’equipaggio. un road movie à la russe, punteggiato da ricordi d’infanzia: l’abbandono del padre e il professore di disegno, vittima di una “sete” implacabile. Da lui Kostja apprende due lezioni fondamentali: come bere vodka e come imparare ad amare il suo grande insospettato talento per il disegno, aprendo gli occhi al mondo, per vederlo e disegnarlo. Kostja applica a perfezione la prima e riapprende a poco a poco a praticare la seconda. solo il viaggio con i suoi amici gli impedirà di sprofondare nel gorgo etilico, maturando una graduale accettazione della propria storia, che è anche la storia recente del suo paese, e tornando definitivamente alla vita il giorno in cui riuscirà finalmente a riconoscere la propria immagine su un volto sfigurato.

  • Una mattinata persa

    Una mattinata persa

    La protagonista principale di Una mattinata persa è Vica, una donna anziana, semplice, colma di ironia e buon senso, che ha avuto una vita difficile e in passato ha lavorato come sarta, e che in un mattino freddo decide di fare visita ad alcuni conoscenti a Bucarest. E mentre Vica attraversa la città, i suoi ricordi presentano al lettore, in modo vivace e diretto, il presente e il passato. Tra le visite previste da Vica c’è quella a Yvonne, figlia di una donna presso cui Vica ha prestato servizio. E con la conversazione tra le due donne e il ritrovamento di una vecchia fotografia, il lettore viene proiettato nel passato, alle soglie dell’entrata della Romania nella prima guerra mondiale. Torna così alla luce il mondo della borghesia prebellica, tramite le vicende della famiglia del professor Mironescu, il padre di Yvonne. La narrazione procede attraverso i monologhi interiori dei vari personaggi, che lasciano intravedere la prospettiva e il carattere di ognuno e il modo di considerare gli altri e il mondo. Le vicende personali, spesso insignificanti e banali, ma che assumono per ciascuno un’importanza estrema, si intrecciano con le preoccupazioni e le discussioni politiche che agitano una Romania in cui le voci di guerra si fanno sempre più forti.

  • Un treno chiamato Russia

    Un treno chiamato Russia

    Nikita viaggia per la Russia “alla ricerca della Russia” e colleziona storie di persone comuni con i loro problemi e le loro delusioni. Sullo sfondo della storia d’amore del protagonista per un’infelice ragazzina dai capelli multicolore si stagliano i destini di figure tanto improbabili quanto verosimili: popi con amanti travestiti e popi redentori, un punk, attivista comunista con i capelli grigi e una passione per le scene ad effetto, un terrorista con troppi ricordi e il senso del miracoloso, un aspirante rivoluzionario che lavora per i servizi segreti e traduce un filosofo radicale, donne di provincia private del futuro per loro e i loro figli e anziane, profughe dalla Cecenia, che lavorano come sguattere e non riescono a smettere di stupirsi della bontà della gente che incontrano. Le morti e i soprusi in cui Nikita si imbatte diventano un modo per capire il proprio ruolo in un presente incerto e incomprensibile. Il suo vagare traccia i contorni del paese reale, un percorso attraverso la Russia contemporanea che tocca i volti e le storie dei suoi abitanti, degli ultimi, dei dimenticati, dei delusi e rassegnati, e degli arrabbiati che non si vogliono rassegnare.

  • Genitori e figli

    Genitori e figli

    Il padre è un settantenne, ex scienziato-biologo, un intellettuale classico nel senso migliore del termine. Il figlio è un quarantenne eternamente insoddisfatto della sua vita, vive con la ventiseienne Marta e, da circa un anno, ha scoperto di essere il padre di un ragazzo. Completati i suoi studi di linguistica e filosofia, è a casa in cassa integrazione. Il padre è cresciuto durante la seconda guerra mondiale in Croazia, dove i nazisti lo avevano quasi ucciso; il figlio aveva dieci anni quando i carri armati sovietici schiacciarono la Primavera di Praga del 1968: hanno entrambi vissuto qualcosa di simile all’inferno. Una volta al mese si incontrano per passeggiare e parlare. Il romanzo racconta alcune di queste passeggiate quando le loro chiacchierate diventano lo spunto per ricordare il passato, per riflettere sullo Stato e il destino del mondo, e per commentare storie di strada. Un susseguirsi di vicende a volte divertenti, a volte intime e profonde. Il tutto passeggiando tra i parchi o stando seduti in un pub davanti a un boccale di birra, raccontando barzellette e aneddoti.

  • Il respiro sul marmo

    Il respiro sul marmo

    In una masseria della campagna lituana una giovane coppia con un figlio affetto da epilessia, Gailius, decide di adottare un bambino, Ilja. Questi si dimostra subito disobbediente e aggressivo mettendo a dura prova l’armonia della famiglia. E infatti il marito, incapace di vivere una situazione così tormentata, abbandona la moglie e i due ragazzi. Dopo ulteriori incomprensioni, Ilja sarà ricondotto in orfanotrofio dalla madre adottiva, ma non dimenticherà mai il breve periodo vissuto in famiglia. Il risentimento che cova per questo ennesimo rifiuto lo spingerà a compiere un gesto impulsivo quanto drammatico. Un romanzo commovente, emozionante e ricco di intensità psicologica.

  • Il pellegrinaggio. La storia della prima crociata

    Il pellegrinaggio. La storia della prima crociata

    È un romanzo storico di suspense, che si basa sulla prima crociata (1096 -1099). Il pellegrinaggio si riferisce al viaggio verso Gerusalemme. Il personaggio principale, Dieter, è un giovane scudiero, che intraprende il tragitto al seguito dell’esercito del conte di Tolosa per liberare la Palestina dagli infedeli. Lo attendono diverse prove, nel corso delle quali scoprirà che la crociata ha molte dimensioni e che, per sconfiggere i nemici, è necessario prima vincere se stessi. Il protagonista visita città che non conoscono eguali nel mondo occidentale e si trova a fronteggiare insieme ai suoi compagni d’armi un modo completamente nuovo di combattere. Deve inoltre partecipare alla lotta di potere senza esclusione di colpi tra i Normanni e il basileo Alessio I. Anche se sembra un romanzo d’avventura, “Il pellegrinaggio” è soprattutto una meditazione sulla lealtà umana, sul tradimento, sull’amore. Al termine, i crociati riescono a conquistare Antiochia, sebbene Gerusalemme resta ancora un sogno nelle loro menti.. Il pellegrinaggio può essere visto come un romanzo dello sviluppo di Dieter, dal momento che i cambiamenti che subisce durante il “pellegrinaggio armato” com’era chiamata la crociata nel Medioevo, sono grandi e inaspettati.

  • Difetto

    Difetto

    In una città senza nome, una folla anonima si muove in una piazza uguale a tante altre, arredata da spazi genericamente chiamati caffè, farmacia, panetteria, scuola, uffici distrettuali, albergo, studio fotografico, liceo, cinema. La folla sembra quasi una compagnia della commedia dell’arte; personaggi descritti sommariamente con i tratti del loro stato sociale: il notaio, tutto preso dal suo studio e dai suoi interessi; la moglie del notaio annoiata e nevrotica; la domestica che sogna un grande amore e una promozione sociale; il poliziotto demotivato con una squallida vita familiare; lo studente insoddisfatto e frustato. Insomma tutto piuttosto borghese e convenzionale. Un giorno, non si sa da dove, arriva un tram che scarica nella piazza un folto gruppo di profughi scampati a non si sa quale guerra o evento catastrofico, suscitando l’immediata diffidenza degli abitanti del luogo. La loro ostilità, dapprima contenuta, si fa sempre più esplicita, finché i nuovi arrivati vengono espulsi e confinati in una cantina, in barba alle loro condizioni disperate. Alla fine della giornata si scopre che sono scomparsi. Nonostante i molteplici riferimenti a eventi storici che è possibile rinvenirvi – potrebbero essere gli ebrei nella Seconda guerra mondiale o gli sciiti e i sunniti in Iraq, i serbi, i croati e i musulmani nella ex Jugoslavia, gli arabi “contro” gli africani in Sudan o altri – “Difetto” è una parabola universale, inquietante e attualissima.

  • Sparire. Racconti

    Sparire. Racconti

    Sparire contiene tre lunghi racconti che si occupano di relazioni familiari, narrate dal punto di vista dei figli, bambini in età scolare, dando al romanzo una notevole vena intima ed autentica. La voce dei bambini riesce a far arrivare al lettore la complessità della situazione familiare con estrema schiettezza, conferendogli un pathos inatteso. La prima storia esplora il rapporto tra due fratelli, raccontando anche la storia di sogni irrealizzati e le ambizioni dei genitori sui figli. I ragazzi vivono una vita ordinaria fino a quando Jacob, per un incidente, perde una gamba. La famiglia perde la sua coesione: la madre si prende cura quasi solo di Jacob e il fratello maggiore Martin è in disaccordo con il padre. A un certo punto, Martin scompare. Nella seconda storia incontriamo un’altra coppia di fratelli, non di rado litigiosi tra loro. La rivalità è aumentata dal fatto che ognuno ha un padre diverso. Nella terza storia, il narratore è una donna adulta, che dopo la morte del padre viene a sapere la verità su sua sorella e sua madre, ed è quindi di fronte alla necessità di ripercorrere il passato in modo per guardare al presente. In tutte le storie, gli eroi stanno cercando di far fronte a un trauma familiare che li allontana dai loro cari e li costringe a cercare la propria identità e un posto all’interno della famiglia. Ma non ci sono drammatici colpi di scena che trasformano la vita degli eroi dentro e fuori: i veri drammi esistenziali si giocano all’interno dei personaggi stessi.

  • Fuori gioco

    Fuori gioco

    Eva, Jeff, Tom, Skippy e Hurejová sono ex compagni di scuola che si ritrovano ogni anno per ricordare i vecchi tempi. Dei cinque, Eva e Jeff sono quelli che sembravano maggiormente destinati a essere felici. Il coraggio di Jeff gli ha permesso di conquistare il cuore della bellissima Eva. L’iniziale forte legame che li univa sfocia però in un cattivo matrimonio. Tom, professore al college dove ha studiato, ha sempre nascosto il suo amore per Eva e ora annega la sua timidezza e la solitudine nell’alcol. Skippy, il “buffone” della classe, anch’egli innamorato di Eva fin dall’adolescenza, è un noto ginecologo che non ha perso il senso dell’umorismo, illimitato e contagioso. Hurejová sembra il più felice del gruppo nonostante non abbia avuto molta fortuna nella vita. I cinque amici devono ora fare i conti con il proprio passato e il senso di smarrimento tipico della mezza età. Stanno realmente vivendo la vita che avevano sognato?

  • Felicità possibile. Un romanzo del nostro tempo

    Felicità possibile. Un romanzo del nostro tempo

    Uno scrittore privo di ispirazione, fissa la pagina bianca del computer: non c’è verso di scrivere una riga del romanzo che gli hanno commissionato, meglio uscire a fare quattro passi. Da quando la moglie Tamara lo ha lasciato per un affarista pragmatico e vincente, il dolore della perdita si è fatto sottofondo dolce e amaro di giornate vuote passate a fumare, pensare, ricordare… ma poi tutto attorno pare risvegliarsi e alla piccola vita triste e sfaccendata bussano storie fino allora invisibili. Un incontro fugace in ascensore, una chiacchierata al parco con una giovane madre, la gita alla dacia, il rito della sigaretta sul balcone, le voci e il baccano del condominio, gli aperitivi a scrocco nei club letterari, la quotidiana passeggiata con il cane e il romanzo, come la vita, giorno dopo giorno si scrive da sé. Un mosaico di incontri, litigi, flirt, coincidenze, vite ordinarie di personaggi usa-e-getta raccontati per un istante e persi nella megalopoli: la Mosca contemporanea, tra quartieri d’élite e casermoni periferici, caotica, sulfurea e sensuale. Il protagonista sembra adagiarsi in una rassegnazione apparentemente pacata eppure pronta, nel caso, a riprendersi il maltolto: alla fine l’occasione arriva, come un frutto maturo sarà proprio la felicità a cadere dritta fra le mani aperte. Con flemmatica malinconia e misura sapiente di sottotoni e lampi allusivi, la scrittura procede ironica, leggera, lanciando affondi esilaranti.

  • Cartoni

    Cartoni

    Siamo nel 1988 quando il protagonista, un ragazzino di nome German, abbandona insieme ai genitori il piccolo paese per trasferirsi nella periferia di una metropoli russa. Qui stringe amicizia con una banda di teppistelli che lo soprannominano Rambo. Ma un bel giorno la banda viene denunciata da un giovane “secchione” maltrattato dai ragazzi: tutti riescono a darsela a gambe tranne German. Catturato dagli sbirri finisce in una misteriosa Stanza minorile della polizia. Ad accoglierlo trova l’ispettrice capo Ol’ga Viktorovna Dan’ko. German rimane molto colpito dalle foto che vede appese alle pareti dell’ufficio della donna, in particolare da quella di colui che a breve entrerà nella stanza per mostrargli una filmina: si tratta di Aleksej Raziumovskij. German è costretto a visionare delle immagini commentate da Raziumovskij che narrano la storia personale di quest’uomo da bambino, degli efferati crimini da lui compiuti in una vetreria. Si tratta della storia della sua “rieducazione” avvenuta per merito di un pedagogo che a sua volta da piccolo aveva smarrito la retta via. La filmina termina con la storia di German in persona che, sottoposto a questo vero e proprio lavaggio del cervello, prova vergogna nel vedere sullo schermo una storia che in tanta parte gli appartiene. D’un tratto, la forte luce del proiettore costringe German ad aprire gli occhi: che sorpresa scoprire di trovarsi in una stanza d’ospedale, con a fianco la propria madre premurosa.

  • La Bio-Moglie

    La Bio-Moglie

    Timida e giovane bibliotecaria, Hedvika sposa Mojmìr, famoso scrittore molto più vecchio di lei. Il desiderio dell’uomo è avere una grande villa con giardino, dei bambini e, naturalmente, l’amore della moglie. Hedvika, invece, sembra mostrare aspirazioni meno tradizionali: comincia a rifiutare gli agi che la quotidianità coniugale le offre e diventa un’accanita sostenitrice di cibi biologici e una convinta ambientalista. Mojmìr avverte presto una distanza che si trasformerà in frustrazione dopo l’arrivo della levatrice. La donna, infatti, non resterà solo per aiutare Hedvika a partorire in casa, ma diventerà la migliore ispiratrice delle sue ambizioni ecologiste…